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Approfondimenti

 
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Approfondimenti - Ufficio Studi
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L’obbligo di fornire dati statistici è sancito nell’ordinamento italiano ed è variamente graduato. L’obbligo riguarda sia le amministrazioni, enti ed organismi pubblici, sia i soggetti privati. Per particolari rilevazioni contenute in un apposito elenco, l’inosservanza dell’obbligo di fornire i dati richiesti è punita con una sanzione pecuniaria.
 
 
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Confindustria lancia l'allarme manifatturiero. Tra il 2000 e il 2013, la produzione manifatturiera italiana è crollata del 25,5% mentre quella mondiale è cresciuta del 36,1%. A calcolarlo è il Centro Studi di Confindustria negli ultimi Scenari Industriali.
 
 
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La ricerca si propone, attraverso la lettura dei dati di bilancio, di fornire indicatori sulla situazione economica e finanziaria delle imprese reggiane. Nell'edizione di quest'anno sono state inserite due analisi specifiche per i settori Alimentare e Gomma-Materie Plastiche.
 
 
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Il Centro Studi Confindustria e Prometeia hanno presentato la quinta edizione della ricerca “Esportare la dolce vita 2014”: le nuove opportunità per le esportazioni di beni belli e ben fatti (BBF) in 30 mercati emergenti.
 
 
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L’equazione della crescita: più industria = più Pil. Confindustria presenta la nuova edizione degli Scenari Industriali «L’alto prezzo della crisi per l’Italia». E ribadisce la necessità di una politica industriale solida per far ripartire il manifatturiero e il Paese.
 
 
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Il Made in Italy guarda ai mercati emergenti a più elevato potenziale di crescita. Ma, ri levano gli economisti del Centro Studi Confindustria, i nuovi mercati non sono sempre facilmente accessibili. Spesso le imprese devono fronteggiare una serie di ostacoli posti all'ingresso di merci straniere. L'export italiano deve oggi confrontarsi con un generale rafforzamento delle barriere commerciali.
 
 
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La pubblicazione del Centro Studi Confindustria, dal titolo "Sulla ripresa la cappa dell'incertezza e della sfiducia. Nuova finanza alle imprese per superare la scarsità di credito", riporta l'analisi degli scenari attuali, caratterizzati dall'indebolimento dell'economia globale e da previsioni di ripresa posticipate al 2014.
 
 
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L’economia globale rimane debole. Patisce l’incertezza politica, anzitutto europea, nella gestione della crisi, in cui ora si sommano gli aggiustamenti dei bilanci privati e quelli dei conti pubblic i, che comprimono disponibilità di credito e domanda di famiglie e imprese. In Italia le prospettive restano sfavorevoli.
 
 
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La seconda annualità del rapporto “Le performance economiche delle imprese reggiane attraverso l’analisi aggregata dei bilanci” ha come base di riferimento la serie dei dati relativi al triennio 2008-2010. Il rapporto assume una valenza particolare perché consente di valutare l’impatto effettivo che la crisi economica ha esercitato sui conti delle imprese reggiane.
 
 
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L’Italia è precipitata dentro una grave recessione. Le nuove stime del CSC sono molto inferiori a quelle elaborate nel dicembre 2011. La domanda interna è prevista in marcata contrazione. Gli investimenti crollano per effetto dell’estrema incertezza sulla domanda futura, dell’elevata capacità produttiva inutilizzata e del proibitivo accesso al credito bancario.
 
 
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