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Pubblicazioni
15
dic
2016
Area Mediopadana - la scoperta di una nuova soggettività
 

Lo sviluppo degli ultimi settant’anni ci ha fatto comprendere che nessuna realtà territoriale è data a priori e che possono via via manifestarsi nuove e inattese soggettività. Quando parliamo di “dinamiche territoriali” intendiamo, infatti, una molteplicità di processi la cui intensità può ridefinire vocazioni, identità e persino i tradizionali “confini”. In casi come questi nasce la necessità di una nuova denominazione indispensabile
per comunicare la rinnovata identità. A questo proposito vale la pena richiamare il caso del “Nordest” che solo venticinque anni fa non esisteva come “entità” socioeconomica e che oggi rappresenta tre regioni percepite, nel loro insieme, come una delle “locomotive” dell’industria manifatturiera e come laboratorio
sociale del Paese.
La consapevolezza della Grande Trasformazione che in questi decenni si è realizzata lungo e intorno alla via Emilia ci ha spinti a cercare di comprendere e interpretare quella che abbiamo definito “soggettività mediopadana”. Un territorio “aperto” che non è identificabile solo con l’Emilia tradizionalmente conosciuta.
Ci riferiamo a un’area vasta le cui potenzialità economiche, sociali, culturali e innovative potrebbero, se opportunamente perseguite e coordinate, risultare largamente superiori a quelle delle singole realtà locali che la compongono. Come abbiamo illustrato nel video realizzato per l’Assemblea Generale i dati riferiti al 2015 dell’area mediopadana – con l’esclusione della nuova area metropolitana bolognese che per dimensioni e
status fa storia a sé – indicano che poco più di 2 milioni e settecentomila abitanti conseguono risultati da primato. L’export – per limitarci a un solo indicatore – supera i 39 miliardi di euro. Un dato straordinario, pari al triplo delle esportazioni realizzate dall’area metropolitana bolognese e superiore di quasi di 2 miliardi al valore delle esportazioni dell’area metropolitana milanese.
I sistemi territoriali di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, ai quali si aggiungono quelli di Mantova e Cremona, sono gli “inconsapevoli” protagonisti di questa realtà che chiede di essere interpretata e valorizzata. I diversi sistemi locali richiamati devono dunque apprendere a connettersi per definire in maniera condivisa gli obiettivi d’area vasta, gli strumenti per raggiungerli e le conseguenti azioni di lobbying. Tutto ciò mantenendo
integre le proprie identità e le rispettive autonomie. Il fatto che questa visione innovativa sia proposta dagli imprenditori e da una loro Associazione è la conferma di quanto, in una realtà territoriale di piccole e medie imprese organizzate in distretti e filiere, l’intreccio tra produzione, innovazione, società e Enti locali sia ormai una necessità. In altri termini, è finita l’epoca nella quale chi produceva pensava solo a produrre e chi
amministrava pensava solo ad amministrare, determinando, in tal modo, logiche parallele condannate a non incontrarsi mai. “Guardare con nuovi occhi” la soggettività mediopadana significa far sì che ciascun attore, amministrativo, economico e sociale, inizi a considerare i propri vicini non come competitori, ma come parte di sé, del proprio futuro e del proprio destino. La logistica di Piacenza è un valore d’area vasta; la Stazione
dell’alta velocità di Reggio Emilia e l’Aeroporto di Parma sono infrastrutture mediopadane condivise; i poli universitari e quelli della ricerca possono e devono diventare i nodi di una rete di competenze mediopadana.
Per dare ancora maggior evidenza a queste affermazioni ho deciso, grazie al consenso e al sostegno degli imprenditori reggiani, non solo d’intensificare l’impegno territoriale dell’Associazione, ma anche di iniziare a costruire una memoria storica attraverso una rinnovata attività editoriale perseguita con una duplice finalità. La prima è contribuire al riposizionamento competitivo del sistema locale e alla modernizzazione del Paese.
La seconda è testimoniare in presa diretta quell’impegno in favore della comunità e del sistema territoriale reggiani che da molti anni rappresenta uno dei tratti distintivi di Unindustria Reggio Emilia.
Le pagine seguenti raccolgono una serie di contributi – elaborati, diffusi o pubblicati nel corso del primo biennio da me trascorso alla guida di Unindustria Reggio Emilia – che devono essere interpretati come primi frammenti di un più ampio mosaico da realizzarsi, pazientemente, attraverso il coinvolgimento dei diversi attori economici, sociali e amministrativi dell’area mediopadana.
Ci auguriamo che il futuro assetto amministrativo dell’Emilia, vale a dire la ridefinizione delle province – a cui in questa stessa collana abbiamo dedicato il volume Emilia – dalle province all’Area Vasta – tenga conto anche delle riflessioni plurali che presentiamo in queste pagine.


Mauro Severi

Presidente Unindustria Reggio Emilia
Reggio Emilia, ottobre 2016

 
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