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12
lug
2019
Un futuro rosa per la tecnologia: il Summer Camp Ragazze Digitali.
 
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Si è svolta venerdì 12 luglio presso i Chiostri di San Pietro la giornata conclusiva del Summer Camp Ragazze Digitali a Reggio Emilia, un progetto organizzato dall’associazione Internazionale EWMD (European Women's Management Development) e dall’Università di Modena e Reggio Emilia. E’ il sesto anno che viene fatto a Modena, presso l’Università, mentre è il secondo anno che viene realizzato a Reggio Emilia, dove nel 2018 è stato presentato in forma sperimentale di sole due settimane.
Nella nuova sede del Laboratorio Aperto, all’interno dell’area dei Chiostri, a partire dal 17 giugno con l’assistenza di docenti e tutor ha preso vita un laboratorio “al femminile” in cui si sono alternate lezioni teoriche e pratiche sui linguaggi di programmazione come ad esempio C, sui protocolli tipici dell’IOT (Internet of Things), sull’elettronica sull’ assemblaggio e la programmazione di robot utilizzando le schede Arduino, che ha portato 46 ragazze a realizzare robot umanoidi (con due gambe e due braccia e una testa) con componenti prodotte da loro stesse utilizzando stampanti 3D. E a sfatare i pregiudizi che vedono le ragazze poco inclini e appassionate di tecnologia.
Il camp, che è totalmente gratuito, si pone infatti l’obiettivo di offrire alle ragazze del 3 e 4 anno delle scuole superiori una esperienza di orientamento e di avvicinamento ai settori tecnologico e digitale, che ancora vedono poca presenza femminile e che invece offrono le maggiori opportunità di lavoro e di carriera. In questo modo si sostengono concretamente le ragazze verso la scoperta delle proprie attitudini, passioni e aspirazioni cercando di liberarle da stereotipi e pregiudizi, che spesso le spingono verso percorsi formativi meno promettenti ed ambiziosi.
Le competenze digitali sono sempre più trasversali, valide cioè per tutte le possibili carriere professionali e assumono un peso sempre maggiore che non può essere ignorato, diventando fondamentali anche per gli ambiti artistici e creativi. Ma solo il 5% delle ragazze di 15 anni aspira a intraprendere professioni tecniche o scientifiche e quindi a studiare materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) anche se le aziende stanno sempre più cercando competenze scientifiche. E se le ragazze non saranno preparate nella tecnologia, rischiano di essere tagliate fuori, andando così ad aumentare il divario di genere.
La giornata conclusiva ha visto la partecipazione delle co -presidenti di Ewmd, chapter Reggio Emilia e Modena, Donatella Davoli e Simona Salvarani e della professoressa Claudia Canali dell’università di Modena e Reggio Emilia. Hanno portato i saluti anche gli sponsor che sostengono il progetto a partire dal comune di Reggio Emilia con la presenza di Raffaella Curioni assessore a educazione, conoscenza, città universitaria e sport, per poi seguire con Massimiliano Bianco Amministratore Delegato del Gruppo Iren (con videomessaggio), Filippo Di Gregorio, Direttore Generale di Unindustria Reggio Emilia, Isabella Bovero, Presidente Club Digitale di Unindustria e Stefano Pavani, Responsabile Giovani Imprenditori CNA Digitale e Industria per CNA Associazione Territoriale di Reggio Emilia.
Le ragazze alla presenza delle famiglie e degli organizzatori e sponsor hanno presentato i progetti realizzati evidenziando come nell’approccio alla progettazione e programmazione i tentativi e gli errori sono essenziali per il successo del prodotto. Tra i progetti presentati: Home sweet home - Il robot "umanoide" OTTO interagisce autonomamente con l'impianto domotico di un'abitazione svolgendo compiti basilari, Arduino's got talent – un robottino umanoide balla, canta ed intrattiene con la voce; la sua performance viene valutata da altri due robot, Occhio all'orecchio - due robot umanoidi, guidati da un'APP su smartphone, partecipano ad un gioco musicale, Sven for future – Il robottino Sven fa il cameriere, consegnando cocktail ai clienti.

 
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