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Notizie dalle imprese

 
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Notizie dalle imprese
04
apr
2018
Conferenza rischio paese 2018: prosegue la ripresa, ma attenzione ai rischi di surriscaldamento per le imprese.
 
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In occasione della conferenza annuale dedicata al rischio paese e settoriale, Coface condivide con le imprese la sua visione delle maggiori tendenze dell’economia mondiale per il 2018.
Verso un massimo della crescita mondiale nel 2018
Cominciato all’insegna della minaccia protezionistica e scandito da varie elezioni e crisi politiche, l’anno 2017 ha regalato piacevoli sorprese economiche. Solo tredici paesi hanno concluso l’anno in fase di recessione, contro venticinque nel 2016. Il commercio mondiale ha fatto un salto spettacolare (4,4% nel 2017 secondo le previsioni di Coface, dopo 1,5% nel 2016), mentre il rischio protezionistico alla fine non si è materializzato: il numero netto di misure protezionistiche a livello mondiale ha raggiunto 283 nel 2017 contro 374 nel 2016, nonostante l’incremento negli Stati Uniti. L’attività si è rivelata più solida del previsto negli Stati Uniti, in Europa e in diversi paesi emergenti dove è stata sostenuta dal graduale rialzo dei prezzi di varie materie prime.
Nel 2018, la crescita mondiale potrebbe raggiungere il suo massimo (Coface prevede 3,2%). Nei paesi emergenti ci si aspetta una ripresa più forte (4,6% secondo Coface) e soprattutto più sincronizzata. Nei paesi avanzati, l’evoluzione in calo delle insolvenze prosegue ma comincia ad esaurirsi (previsione di appena -1,8% nel 2018, dopo -6% nel 2017), in quanto molti paesi sono già tornati ai livelli pre-crisi. Il Regno Unito assisterà ad un aumento delle insolvenze (+10% secondo Coface) in un contesto di incertezze politiche persistenti.

Tre rischi principali nel 2018
Questa ripresa mondiale non sarà esente da rischi. Coface lancia un avvertimento su tre rischi principali:
1. Vincoli di offerta più forti nelle economie avanzate
A partire dal secondo semestre, la questione del surriscaldamento sarà particolarmente rilevante per le imprese dei paesi avanzati. I livelli di disoccupazione storicamente bassi in Germania, negli Stati Uniti ma anche in Europa centrale indicano che le imprese sono vicine ai limiti di capacità produttiva. Questo problema d’offerta si estende alle imprese francesi che, paradossalmente, sono alle prese con carenza di manodopera nonostante gli alti livelli di disoccupazione, cosa che potrebbe limitare la loro crescita.
2. Rischio bancario ancora presente in Cina
Riemergono le debolezze strutturali dell’economia cinese, temporaneamente celate nel 2016 e 2017 grazie agli investimenti pubblici: eccesso di capacità nell’acciaio e impennata dell’indebitamento delle imprese in forma di credito bancario e shadow banking. In tale contesto, il rischio bancario aumenta sensibilmente, in particolare tra le banche piccole e medie.
3. Rischio politico sotto osservazione in un contesto affollato di appuntamenti elettorali
Non va esclusa una ricomparsa del rischio politico nel 2018. Il malcontento sociale è ancora elevato nei paesi emergenti all’inizio di un anno caratterizzato da numerose elezioni e si unisce ad un alto livello dell’indice di rischio di disordini sociali di Coface in Iran (score del 71%), in Libano (65%), in Russia (64%), in Algeria, in Brasile e anche in Messico (61% ciascuno). In Medio Oriente questo rischio è amplificato dalla volatilità del prezzo del petrolio. Anche l’Arabia Saudita è caratterizzata da un livello di rischio elevato in proposito (score del 65%).
Il 23 maggio ci sarà la Conferenza Rischio Paese, a Milano presso la prestigiosa sede di Unicredit Pavillon.
L’evento, realizzato in partnership con Class CNBC, il canale televisivo di Class Editori, è un’occasione unica per fare il punto sul tema della competitività internazionale del sistema delle imprese, riunendo allo stesso tavolo esperti, economisti italiani e internazionali ma anche esponenti del mondo di quell’imprenditoria italiana che innova.

Servizio di Class CNBC dedicato al recente evento di Parigi che ha visto la partecipazione di oltre 1.000 persone.

 

 
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