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Comunicati stampa

 
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Comunicati stampa
10
set
2020
Forte contrazione delle esportazioni reggiane
 
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I dati diffusi oggi dall’Istat evidenziano una forte contrazione delle esportazioni reggiane rispetto al primo trimestre (-21,6%). Nel periodo gennaio-giugno 2020, la diminuzione su base annua dell’export risulta altrettanto marcata (-19,5%), più ampia sia della media regionale, sia di quella nazionale (-15,3%).

La dinamica dell’export nel secondo trimestre 2020 è stata condizionata dal venir meno della domanda estera, via via che le misure di contenimento del coronavirus venivano messe in atto dai vari paesi e nonostante a maggio e a giugno vi sia stata una ripresa dell’attività produttiva, la contrazione dell’export è risultata molto ampia soprattutto per le regioni del Nord Italia.

Nei primi sei mesi dell’anno, la flessione tendenziale dell’export interessa quasi tutte le regioni italiane. Le performance negative di Piemonte (-21,2%), Lombardia (-15,3%), Veneto (-14,6%) ed Emilia-Romagna (-14,2%) spiegano i due terzi della flessione su base annua dell’export nazionale.

I contributi maggiori alla diminuzione su base annua delle esportazioni provinciali derivano dal calo delle vendite nei settori dei mezzi di trasporto (-23,3%), prodotti in metallo (-21,2%), apparecchi elettrici (-20,4%), moda (-20,4%) e macchinari e attrezzature (-18,5%).

Passando all’analisi territoriale, si evidenziano cali importanti delle esportazioni sia in valori assoluti, che tendenziali verso Francia (-163 milioni; -34,5%), Germania (-143 milioni; -18,7%), Gran Bretagna (-129 milioni; -33,2%), Stati Uniti (-104 milioni; -20,7%).

I dati sul commercio estero riflettono in modo puntuale la gravità della crisi e i timori per il futuro del nostro sistema produttivo. Indicazioni che trovano conferma nei dati e nelle previsioni, molto preoccupanti, su produzione industriale, Pil, consumi, export. – afferma Fausto Mazzali, Vice Presidente Unindustria Reggio Emilia con delega all’internazionalizzazione- Dobbiamo quindi agire in fretta, utilizzando in maniera veloce ed efficace i fondi europei, MES compreso, perché è a rischio la tenuta economica e sociale del nostro Paese. Per queste ragioni, facciamo nostro, l’appello lanciato dal Presidente Bonomi per dare vita a un Grande Patto per l’Italia, basato su un piano di riforme strutturali, sfruttando i fondi Ue e su un piano di politica industriale di mercato, rinunciando a ogni disegno statalista.

 
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