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Comunicati stampa
05
apr
2019
Al Tecnopolo è stato presentato il libro di Stefano Zamagni con un confronto su come sta cambiando il lavoro
 
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Creare lavoro nella quarta rivoluzione industriale: è quanto ha voluto spiegare l’economista Stefano Zamagni nel suo ultimo libro, presentato al Tecnopolo nell’evento organizzato da Unindustria Reggio Emilia e moderato da Claudio Galli, Vice Presidente Unindustria con delega alle Relazioni Industriali e all’Organizzazione.

Dopo l’applauso della folta platea nei suoi confronti, per la recente nomina a Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Zamagni ha presentato la teoria alla base del volume, fondata sull’esigenza di una svolta sociale dell’economia partendo dal concetto di sussidiarietà circolare. Nuova, ha spiegato Zamagni, anche la metodologia usata per realizzare questo lavoro, frutto del contributo integrato di ricercatori ed economisti, tra i quali Franco Mosconi, Professore di Scienze Economiche Aziendali dell’Università di Parma, che nel corso della successiva tavola rotonda ha illustrato i contenuti del capitolo dedicato all’Emilia Romagna, caso d’eccellenza che da locomotiva del Paese è diventata “incubatore” delle trasformazioni manifatturiere. Alberto Melloni, Direttore del Dipartimento Educazione e Scienze Umane Università di Modena e Reggio Emilia e Riccardo Prandini, Docente del Dipartimento Scienze Politiche e Sociali Università di Bologna hanno invece dato una propria interpretazione dal punto di vista sociologico e antropologico della trasformazione che sta mutando tempi e organizzazione del lavoro.

Il Presidente di Unindustria Reggio Emilia Fabio Storchi ha infine portato la testimonianza delle imprese, protagoniste di questa trasformazione: “Ci troviamo in un luogo, le ex Officine Reggiane, emblema della storia dell’industria locale e di un’evoluzione industriale e sociale che ha portato alla nascita delle più importanti e dinamiche aziende tecnologiche, diventate leader di settore e rappresentanti della meccatronica nel mondo. Oggi il Capannone 18 si va già popolando di imprese del terziario avanzato, del digitale, di acceleratori e incubatori di startup, di spazi di coworking, di laboratori di Ricerca & Sviluppo. Questo luogo è stato ed è ancora scenario di una trasformazione che sta cambiando profondamente le nostre aziende e la loro organizzazione. Un’organizzazione che vede la persona sempre più protagonista dell’innovazione, con la sua creatività, le sue competenze e la sua capacità di lavorare in team.”

 
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